L’armadio più bello del mondo. The world’s most beautiful cupboard

Ovvero semplicemente la campagna.

Or simply the countryside. [scroll down for ENG]

Guardo nello specchietto retrovisore. La Luna sembra tranquilla, forse sa già dove andremo. E con Ilaria al mio fianco, metto in moto e partiamo. In macchina, chiaro. Sulle due ruote, due persone con Maremmana al seguito la vedo impegnativa.

Percorriamo la Cassia circondati da colline di tufo, paesi arroccati sul tufo, cave di tufo e noccioleti in ogni dove. Il tema portante della Tuscia. Arriviamo, come molte altre volte, alle Dogane, una frazione di Vetralla. È metà mattina, il tempo è soleggiato, solleticato dall’incombente primavera. Un buon giorno per lavorare nella bella campagna viterbese.

Ci accoglie Armando, il padre di Ilaria. Luna è contenta, conosce quei prati che circondano l’oliveto, ed inizia ad assaporare quella giornata che per un po’ le farà dimenticare la sua malattia. Ma non sa ancora che a breve quel giorno verrà colorato dal piccolo terremoto di nome Zissou!

Iniziamo a prendere degli attrezzi, aprire barattoli di stucco, di colore, consultiamo il progetto che sembra scaturito da un’incisione astratta di Escher e ci mettiamo al lavoro. Poco dopo arriva Mr.Russell, Jack Russel, insieme a Cecilia, sorella di Ilaria, e Simone.

Armando, l’acqua bollente e la pasta non aspettano altro. Fra poco si mangia. E, soprattutto, si beve. Vino. L’acqua è tollerata. Mentre il tavolo apparecchiato diventa pian piano realtà, Zizou-moto Saninizia a trebbiare km su km di erba, inframezzando la sua corsa tra salti circensi ed incontri titubanti con la Luna, che preferisce starsene in modalità Zen & carezze.

Il pranzo è genuino ed abbondante, e la digestione aiutata dal nettare di Bacco. Alzarsi è sempre un’impresa. Per fortuna la volontà dell’armadio di innalzare le proprie pareti ordina ad Ilaria di farci alzare. E lei non esita a farlo.
A questo giro non sono molto d’aiuto. Si, do una mano, ma quando vedo il frisbee non resisto e mi unisco ai giocolieri campestri! E tra spennellate, giochi, battute rural-filosofiche al calar del sole, una spontanea giornata volge al termine.

Ah, l’armadio, quasi dimenticavo, il leit motiv che ci fa andar per la campagna appena possiamo! Indubbiamente, una volta finito e montato, sarà l’armadio più bello del mondo. Ma questa è un’altra storia.

I look in the rearview mirror. The Moon looks quiet, maybe she already knows where we’re going. And with Ilaria beside me, I turn on the machine and we start.

We drive along the Cassia road surrounded by hills of tuff, towns perched on tuff, tuff quarries and hazel groves everywhere. The main theme of the Tuscia.
We arrive, like many other times, at Dogane, a fraction of Vetralla. It’s mid-morning, the weather is sunny, tickled by the incumbent spring. A good day to work in the beautiful countryside of Viterbo.

Armando, Ilaria’s father, welcomes us. My Maremman Shepherd knows those fields that surround the olive grove, she’s happy and began to enjoy the day that will make her forget for a while the disease she carries inside. But she doesn’t know that soon the day will be colored by the small earthquake named Zizou.

We begin to take the tools, opening jars of putty and color, consult the project that seems an abstract engraving of Escher and start to work. Shortly after Mr. Russel, Jack Russell, comes along with Cecilia, Ilaria’s sister, and Simone.

Armando, the boiling water and the pasta just have been waiting for this arrival. Lunch is coming. And, most importantly, wine in coming. Water is tolerated. While the laid table becomes little by little reality, Zizou-moto San start thresh miles on miles of grass, garnishing its run with circus jumps and hesitant meetings with Luna, who prefers to sit in Zen and caresses modes.

Lunch is genuine and plentiful, and digestion aided by a lot of wine. Getting up is always a venture. Luckily the will of the cupboard to take shape order at Ilaria to make us get up from the table. And she doesn’t hesitate to do so. This time around I’m not really helpful. Yes, give a hand, but when I see the frisbee I can’t resist to join the rural jugglers! And among brushstrokes, games, terricolous-philosophical half-serious remarks, a spontaneous day draws to an end.

Ah, the cupboard , I almost forgot, the leitmotif that makes us go in campaign as soon as we can! Doubtless once finished and mounted, it will be the world’s most beautiful cupboard. But that’s another story.

Share your thoughts in the comments below! They would be greatly appreciated.

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

w

Connecting to %s