Bomarzo, the only reality is the oneiric one

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Vien da pensare ad un circo, un parco giochi. Si, uno strambissimo parco giochi. Non uno errante, come quelli che si vedono nascere lungo le periferie delle città le sere di fine estate, come quelli che un giorno ci sono e quello dopo no. Questo nasce dalla terra, centinaia di anni fa, e conficca le sue radici nella mente di uomini che vollero porre un punto fermo – di arrivo e soprattutto di partenza – nell’esercizio estremo, sfrenato, della fantasia. Una falla sul globo terrestre, una crepa aperta a picconate nel “vaso di pandora” della nostra mente…un finestra per guardare dentro. Ecco come mi piace immagine questo luogo.

La cosa affascinante delle opere (allo stato) d(ell)’arte è che non ti regalano subito una chiave di lettura, non ti indicano la via, non ti fanno capire come andrà a finire il vostro incontro. Ed il bello di questo parco della fantasia è che non ti lascia scampo: se entri non puoi tornare indietro, non esiste barriera mentale che riesca a difendere la propria mente. Forse, in fondo, l’unica realtà, l’unico mondo tangibile, è quello onirico.

L’estate scorsa ho fatto un giro a Bomarzo. Forse questo nome non è conosciuto da tutti, e non tutti sanno cosa si intende con il “Parco dei Mostri“. Ma sicuramente tutti avrete visto almeno una volta delle foto di questo Bosco Sacro, unico nel suo genere. Non sono qui per fare un trattato storico o per dare un’interpretazione. Se vi va, documentatevi. E se volete farvi un regalo, andateci.

Prima di lasciarvi alle foto, vi accenno alla mia personale visione del parco, al modo in cui ho tentato di riprenderlo all’interno delle immagini. L’ho pensato come un’entità viva, un unico corpo in perenne trasformazione nell’apparente immobilità, dove non esistono confini tra ciò che ha creato la natura (il bosco) e ciò che ha creato l’uomo. Ed ho tentato di riprenderlo all’interno delle immagini.

Buona visione!

It makes think of a circus, a playground. Yes, a strange playground. Not like a wandering one, such as those seen arise along the city outskirts in the late summer evenings, like the ones that you see today and the day after not. This one was born from earth, hundreds of years ago, and stick its roots in the minds of men who wanted to put a milestone – of arrival and, especially, a starting point – in the extreme and unbridled exercise of imagination. A flaw on the globe, a crack opened with a pickaxe in the “Pandora’s box” of our mind…a window to look inside. This is how I like to imagine this place.

The charming thing about artwork is that they don’t give you a reading key, don’t show the way, don’t make you understand how it will turn your meeting. And the beauty of this imaginary park is that it doesn’t let you escape routes: if you enter, you cannot go back, there is no mental barrier able to defend our mind. Perhaps, at the end, the only reality, the only tangible world, is the oneiric one.

Last summer I did a trip to Bomarzo. Maybe this name isn’t known by everyone, and not everyone knows what is meant by the “Park of the Monsters“. But surely everyone will have seen at least once photo of this Sacred Grove, unique in its kind. I’m not here to make a historic treaty or to give an interpretation. If you like, read up. And if you want to give you a gift, go there.

Before I leave you to the photos, I mention my personal vision of the park, the way I’ve tried to take it back into the pictures. I thought about it as a living entity, one body in perpetual transformation into apparent immobility, where there’re no boundaries between what created nature (forest) and what created man.

Enjoy!

2 thoughts on “Bomarzo, the only reality is the oneiric one

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